Una storia italiana (volutamente) dimenticata agli Oscar 2024

Una storia italiana (volutamente) dimenticata agli Oscar 2024

Se c’è una cosa di cui noi italiani andiamo tanto fieri è il nostro passato storico, artistico e culturale - anche quando non c’erano ancora le tracce dell’Italia intesa come nazione - che ci contraddistingue. Il periodo del rinascimento Italiano è uno di questi, tanto studiato in Italia quanto nel resto del mondo, eppure qualcosa in questi secoli sembra apparentemente essere sfuggita ai libri di testo. Tutto è nato da una pagina di un articolo di giornale e da una frase: “Ten people in history you didn’t know were black” . Tra queste dieci persone c’era pure la figura di Alessandro de’ Medici detto Il Moro, duca di Firenze nel 1530 circa e primo uomo afrodiscendente a diventare capo di stato nell’Europa Rinascimentale. Figlio illegittimo di Papa Clemente VII (Giulio de’ Medici) e di una donna schiavizzata di origine africana, guidò il ducato di Firenze per circa 5 anni fino al suo assassinio, ma nonostante il ruolo di notevole importanza, la sua storia è rimasta in gran parte nell’ombra. 


La sceneggiatrice, regista e produttrice Daphne Di Cinto dopo aver scoperto casualmente questa pagina di articolo, ha deciso di riportare la giusta attenzione sulla figura di Alessandro de’ Medici. Tramite questo racconto ambientato in epoca lontana,  il film “Il Moro”  risulta del tutto moderno e perfettamente coerente con i tempi nostri, facendosi portavoce di tante realtà che vengono marginalizzate e silenziate.
“Il mio film racconta la storia di un duca italiano afrodiscendente realmente esistito, ma allo stesso tempo racconta la storia delle comunità Afro-Italiane e Afro-Europee, della nostra continua presenza nella storia del nostro continente e di come tale presenza sia stata omessa nella storia ufficiale.” 

Dopo “Io Capitano”, un film che fa i conti con l’immigrazione odierna conseguenza di un sistema coloniale e di schiavitù passato, in corsa agli Oscar 2024 come Miglior Cortometraggio Live Action per l’Italia troviamo anche Il Moro. I successi di questi due film dimostrano come il cinema italiano si stia finalmente aprendo a nuovi, ma da sempre presenti, punti di vista, anche se in modo lento e ancora straordinario. La risposta da parte del pubblico è stata più che positiva ed è la dimostrazione di come il nostro cinema abbia un forte bisogno di contenuti originali, reali e autentici in cui il pubblico può finalmente sentirsi rappresentato. Il film, oltre al feedback positivo da parte del pubblico, ha ricevuto anche numerosi premi e riconoscimenti in diversi festival, tra cui il premio al Miglior Cortometraggio agli Italian Black Movie Awards e al festival qualificante agli Oscars Reel Sisters Film Festival di New York. 

Dopo il successo che ha avuto il cortometraggio, la regista ha portato avanti una petizione diretta al comune di Firenze chiedendo che venga riconosciuto il nome (e la memoria) di Alessandro de’ Medici nella Sagrestia Nuova, unica figura della famiglia ancora senza nome nelle Cappelle Medicee. La petizione, presa in carico dai Consiglieri Antonella Bundu e Dimitri Palagi, è stata ufficialmente accettata il 4 novembre 2022, e solo dopo un anno davanti alla tomba di Alessandro è stato inserito un pannello che finalmente menziona il suo. Nonostante sia solo un primo passo per portare alla luce la storia di Alessandro de’ Medici, come ancora una volta, il cinema oltre ad essere parte fondamentale nella costruzione dell’immaginario sociale, incide concretamente sulla realtà.